Antonino Zichichi – Autore foto (modificata con IA): Antonio G.Colombo – Licenza: Pubblico dominio via Wikimedia Commons
Con la recente scomparsa di Antonino Zichichi, il mondo scientifico perde uno dei più importanti fisici a livello mondiale, oltre che un instancabile divulgatore.
Noto per le sue ricerche e per il particolare impegno nel favorire un dialogo tra scienza e spiritualità, nella convinzione che il rigore scientifico e la fede religiosa fossero due strade convergenti verso un’unica verità, Zichichi ha rappresentato per decenni il ponte tra la complessità delle particelle elementari e l’indagine su ciò che si trova al di fuori del tempo e delle leggi della materia.
Una vita al servizio della conoscenza
Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, Antonino Zichichi ha completato i suoi anni di formazione in fisica a Palermo prima di intraprendere una carriera internazionale che lo ha portato ad affermarsi in prestigiosi centri di ricerca mondiali, tra cui il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra. Dello scienziato si contano oltre ottocento lavori scientifici e il suo curriculum vanta scoperte fondamentali, invenzioni tecnologiche e idee originali che hanno aperto nuovi percorsi nella fisica subnucleare. Basti pensare, ad esempio, al caso dell’antimateria nucleare, con l’osservazione per la prima volta, nel 1965 – insieme al suo gruppo di lavoro al CERN – dell’antideutone, una particella composta da un antiprotone e un antineutrone.
Tra i suoi risultati sperimentali più rilevanti si annoverano altresì:
• la prova della “stranezza”: Zichichi fornì la prova decisiva dell’esistenza del numero quantico di stranezza nell’universo subnucleare attraverso la produzione di coppie di mesoni pesanti;
• studi sui quark: lo scienziato scoprì il primo esempio di particella barionica con un quark della terza famiglia e individuò l’effetto leading nella produzione di barioni con cariche di ‘sapore’ subnucleare;
• fisica del protone: lo studioso scoprì la struttura “tipo-tempo” del protone e definì l’energia effettiva nelle forze tra quark e gluoni (QCD).
A livello teorico, poi, Zichichi propose l’idea della terza colonna leptonica nella struttura delle particelle fondamentali (intuizione che portò alla scoperta del terzo leptone) e l’effetto EGM, che teorizza una riduzione del livello di energia necessario per esplorare il cosiddetto “Supermondo.”
Lo scienziato ha, peraltro, avuto il merito di contribuire all’avanzamento della strumentazione scientifica, inventando tecniche per la costruzione di campi magnetici polinomiali ad alta precisione e circuiti elettronici per la misurazione dei tempi di volo delle particelle subnucleari con una risoluzione di 100 picosecondi. A tale proposito, nel 2016, il gruppo di ricerca scientifica e tecnologica da lui diretto nell’ambito del progetto AMS (AntiMatter in Space, che ha origini siciliane, essendo nato al Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice) ha stabilito un record mondiale nella precisione ottenuta per la misura del tempo di volo delle suddette particelle.
Il suo nome è, infine, legato indissolubilmente alla creazione di infrastrutture di ricerca di eccellenza mondiale. A soli 37 anni, nel 1963, Zichichi fondò nella splendida Erice il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, che è diventato un polo interdisciplinare che ospita oltre 100 scuole post-universitarie. Nel tempo e sotto la sua direzione, l’istituto, divenuto crocevia mondiale per migliaia di scienziati e premi Nobel, si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di diplomazia scientifica. La sua convinzione era che la cooperazione tra studiosi di diverse culture e nazioni potesse essere uno strumento concreto per la costruzione della pace. Sempre a lui si deve l’idea di istituire i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, il più grande centro di ricerca sotterraneo al mondo per lo studio dei neutrini e della stabilità della materia. Il polo iniziò le sue attività scientifiche nel 1987 e si distingue per gli esperimenti che riguardano la ricerca diretta di materia oscura, come testimonia il recente risultato del rivelatore XENON, che continua a essere un riferimento mondiale in questo settore.

L’ex monastero di San Rocco, sede del “Ettore Majorana Foundation and Centre”, a Erice – Autore foto: Civa61 – Licenza: CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons
Incarichi istituzionali ed onorificenze
Per la sua grandezza scientifica Zichichi ha ottenuto molti importanti riconoscimenti, tra i quali il Premio “Enrico Fermi” nel 2001, la Medaglia d’Oro per la Scienza e la Cultura e il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Diversi anche i ruoli di vertice nella politica scientifica nazionale e internazionale da lui rivestiti: in particolare, ricordiamo la presidenza dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) dal 1977 al 1982 e della Società Europea di Fisica. È stato, inoltre, presidente della World Federation of Scientists e del Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”, ha guidato il Comitato NATO per le Tecnologie di Disarmo e ha rappresentato la CEE nel Comitato Scientifico del Centro Internazionale di Scienza e Tecnologia di Mosca. Zichichi ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tra la Svizzera e la Sicilia, spegnendosi serenamente nel sonno a Losanna il 9 febbraio scorso.
Scienza e fede come percorsi complementari
Ciò che ha caratterizzato l’opera scientifica di Zichichi è stato il suo impegno, certamente originale, ma talvolta dibattuto, nel dimostrare che scienza e fede non vanno considerate in modo antitetico, poiché rappresentano due modi diversi di guardare alla stessa realtà. Nei suoi numerosi volumi, tra cui Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, Zichichi ha sostenuto con forza che la prima studia la componente immanente dell’esistenza, mentre la seconda riguarda quella trascendente. Lo studioso affermava che la fisica stessa, svelando una logica rigorosa che regge il mondo, nega l’ipotesi del caos. In virtù di ciò, secondo lo scienziato, deve necessariamente esserci un “Autore” e la sua negazione rappresenterebbe una contraddizione logica, prima ancora che teologica.
Zichichi si considerava un erede di Galileo Galilei, il quale fu, a suo giudizio, l’uomo che insegnò a porre domande a Dio attraverso l’osservazione della natura. Per lo studioso trapanese lo strumento scientifico è ciò che permette all’uomo di comprendere di essere fatto “a immagine e somiglianza del Creatore.” Per rafforzare la sua posizione ideologica egli definiva l’ateismo, proprio di molti uomini di scienza, non come un atto di ragione, bensì come un “atto di fede nel nulla”, poiché la scienza non è in grado di dimostrare l’inesistenza della sfera trascendente, che per definizione si trova al di fuori del tempo e delle leggi della materia.

After Justus Sustermans, ‘Galileo Galilei’ (1564-1642) – Licenza: CC BY-SA 4.0 by Wikimedia Commons
Un divulgatore tra passione e controversie
Antonino Zichichi può essere, a ragione, considerato una delle voci più originali della cultura scientifica del secondo Novecento per la sua capacità di proporre un modello di divulgazione in grado di intrecciare il rigore della ricerca con una profonda responsabilità morale. Il suo impegno in qualità di comunicatore non si è mai limitato alla mera spiegazione di leggi fisiche; Zichichi ha agito con costante determinazione per costruire ponti tra scienza, cultura e società, forte della convinzione che la ricerca non fosse solo un’opera meramente tecnica, ma espressione necessaria del progresso e della dignità dell’uomo. La sua capacità divulgativa, in grado di tradurre concetti complessi come quelli subnucleari in immagini semplici e parabole efficaci, pur mantenendo quel rigore metodologico che ne ha sempre contraddistinto l’operato, ha fatto in modo che divenisse una vera e propria icona televisiva per chiunque.
Un rigore mai venuto meno, anche allorquando lo scienziato ha affrontato temi controversi come i cambiamenti climatici. Sebbene sia stato tra i promotori della creazione dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change – l’organismo delle Nazioni Unite incaricato di valutare la scienza correlata ai cambiamenti climatici), egli non ha successivamente avuto difficoltà a criticare i modelli matematici meteorologici, considerandoli approssimativi e privi di una solida prova sperimentale, evidenziando la prioritaria responsabilità dell’uomo. In buona sostanza, il suo obiettivo, nel caso di specie, era quello di evitare che la scienza perdesse la propria credibilità, avallando previsioni che egli riteneva andassero oltre le capacità attuali della matematica differenziale.
La sua missione di divulgatore non si è fermata con l’avvento dell’era digitale. Negli ultimi anni della sua vita, Zichichi ha abbracciato i nuovi linguaggi approdando sui social network. Ciò gli ha permesso di continuare a dialogare soprattutto con i giovani, con i quali si è confrontato utilizzando sempre un linguaggio pacato, cogliendo l’occasione per esortarli all’esplorazione “della meraviglia dell’universo, con mente aperta e cuore grato.”
La produzione letteraria e i suoi temi chiave
Attraverso una vasta produzione di saggi, Zichichi ha affrontato temi che spaziano dalla fisica subnucleare alla storia della scienza e alla fede. Tra le sue opere principali spiccano:
- Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo e Tra Fede e Scienza, nelle quali ha sostenuto che la scienza non nega Dio, ma permette di riconoscere una logica profonda nell’universo e di comprendere che l’uomo è fatto “a immagine e somiglianza del Creatore;”
- L’infinito e L’irresistibile fascino del tempo, con cui ha cercato di rendere accessibili al grande pubblico le conquiste scientifiche su concetti astratti, intrecciando la sfera scientifica con quella mistica;
- nel libro Il vero e il falso ha tracciato una distinzione netta tra le reali conquiste della scienza e quelle che definiva “false verità” imposte da una divulgazione approssimativa o “in pillole”, capace di generare enormi equivoci su temi come lo sviluppo industriale e l’ambiente.
In sintesi, l’eredità di Antonino Zichichi rappresenta un connubio unico tra ricerca d’avanguardia nella fisica subnucleare, creazione di infrastrutture scientifiche monumentali e un’instancabile attività di divulgazione volta a conciliare scienza e fede. Per l’insigne studioso, conoscere il mondo significa, in fondo, prendersene cura, e per questo si è speso con grande energia per promuovere una cultura in cui conoscenza e responsabilità morale possano procedere di pari passo.
Specifiche foto dal web
Titolo: Antonino Zichichi
Autore: Antonio G.Colombo
Licenza: Pubblico dominio via Wikimedia Commons
Link: File:Antonino Zichichi 2008.JPG – Wikimedia Commons
Foto modificata con IA
Titolo: L’ex monastero di San Rocco, sede del “Ettore Majorana Foundation and Centre”, a Erice.
Autore: Civa61
Licenza: CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons
Link: File:San Rocco Erice.jpg – Wikimedia Commons
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Titolo: Galileo Galilei (1564-1642). Oil painting by an Italian pain Wellcome V0023487
Autore: After Justus Sustermans, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons
Licenza: CC BY-SA 4.0 by Wikimedia Commons
Link: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Galileo_Galilei_%281564-1642%29._Oil_painting_by_an_Italian_pain_Wellcome_V0023487.jpg
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