Statua di Afrodite – Impianto termale detto “Tempio di Nettuno” – Marmo bianco a cristalli medi – II secolo d.C. – Museo Archeologico dei Campi Flegrei, Bacoli (Napoli) – Foto: Giorgio Manusakis

La statua è frutto dell’elaborazione dei copisti romani di schemi iconografici greci, che rinviano all’immagine dell’Afrodite in atteggiamento pudico; l’atto di portare le mani al petto e il busto appena inclinato in avanti rimandano al tipo noto della Venere Capitolina, rielaborazione tardo-ellenistica dell’Afrodite pudica di Prassitele, mentre il panneggio annodato ricorda l’Afrodite anadiomene, cioè sorgente dal mare, con riferimento alla nascita della dea. L’accostamento dell’erote e del pistrice rientra nell’invenzione dei copisti romani. La scultura presenta delle integrazioni vistose, frutto di restauro moderno quali la testa, il braccio destro e alcuni elementi dell’erote quali la gamba sinistra con la testa del pistrice, il becco e la coda del volatile. La statua doveva decorare il maggiore edificio termale pubblico di Puteoli, dove fu rinvenuta nel 1819. (fonte: didascalia museo)







