‘L’albero delle matite’ di Giovanna Elfo – Foto: Simona Colletta

Un piccolo borgo della Tuscia, grazie ad una serie di murales artistici, è diventato oggi il ‘paese delle fiabe.’

a cura di Simona Colletta

Il caso Sant’Angelo: arte e fantasia come strumenti di rinascita

Sant’Angelo di Roccalvecce è una storia che esce dal libro e si trasforma in immagini per incantare. Parliamo di una piccola frazione di Viterbo, talmente piccola che conta poco più di un centinaio di abitanti e non ha nemmeno una scuola. Anche questo borgo, come molti altri in Italia, stava vivendo il suo declino a causa dello spopolamento. Molti giovani in cerca di occupazione hanno lasciato il paese per spostarsi in zone più produttive, delegando agli anziani il ruolo di custodi dei ricordi e delle radici di generazioni che a quei posti hanno dedicato la vita.

Tuttavia, nel 2016 è avvenuta l’inversione di rotta grazie alla nascita dell’associazione ACAS, Associazione Culturale Arte e Spettacolo, fondata da un gruppo di abitanti e artisti locali che hanno visto nella fantasia una possibilità di rinascita. Dunque è nato un progetto di riqualificazione artistica che ha cambiato il volto della cittadina, trasformandola in quello che oggi è conosciuto come il ‘paese delle fiabe. L’impegno dell’associazione ha messo in moto un processo virtuoso che ha restituito vitalità alla comunità, stimolando la realizzazione di nuove strutture per l’accoglienza dei visitatori che ogni giorno passano per le sue stradine: non solo bar e ristoranti, ma anche case vacanze e punti vendita di produttori locali hanno modo ora di far conoscere i frutti di un territorio ricco di tradizioni e tipicità.

Una scia di colori ha invaso le vie del paese e una squadra di artiste ha compiuto il miracolo a Sant’Angelo. La prima è stata Tina Loiodice, originaria di Roma, che nel 2017 ha realizzato il primo murales dedicato ad Alice nel paese delle meraviglie: era il 27 novembre, data di cui rimane traccia nell’orario segnato dall’orologio del Bianconiglio. Da quel momento sono fioccate le liberatorie per dipingere le facciate delle case e i progetti non si sono più arrestati. Il tutto all’insegna della crescente fiducia da parte degli abitanti, di cui oggi più di settanta murales sono la testimonianza.

‘Alice nel paese delle meraviglie’ di Tina Loiodice – Foto: Simona Colletta

Nei murales più belli i volti di alcuni abitanti del paese

Le pareti dipinte raccontano le scene delle fiabe, delle leggende e dei miti più conosciuti della tradizione popolare. Le immagini delle storie antiche rappresentano l’essenza dell’identità sociale che va preservata dall’oblio, come nel caso di Sant’Angelo, in quanto senza passato non esistono nuovi orizzonti per le comunità.

Molti volti dei personaggi raffigurati sono degli stessi abitanti della cittadina, come Bianca – la Sirenetta nell’opera di Giusi Guerriero – oppure Ginevra – nei panni di Trilly di Margot – o il dipinto di Tina Loiodice che ritrae il dolce volto di Laura, giovane donna che si è spenta pochi giorni prima del completamento del primo murales e ora fa capolino dalla Luna, sulla casa di Peter Pan, guardando da lì la trasformazione del suo paese. Infine, il Don Chisciotte composto e pensoso della stessa Loiodice è Alessandro Chiovelli, uno dei fondatori dell’associazione ACAS. Basta fermarsi qualche minuto al negozio La casa di Trilly per ascoltare i suoi aneddoti sulla realizzazione dei murales e le sue anticipazioni in merito ai progetti futuri. Lo stesso Chiovelli racconta di aver contemplato, come se fosse stata la prima volta, la bellezza del paesaggio su cui si affaccia Sant’Angelo solo durante la realizzazione dell’opera di Violetta Carpino dedicata a Mary Poppins.

‘Peter Pan e la scala dei sogni’ di Tina Loiodice – Foto: Simona Colletta

I murales sono ovunque, anche nei vicoli meno in vista, e la meraviglia è dietro ogni angolo, sia in punti nascosti che sulla facciata di interi palazzi. I personaggi sono quelli che popolano le fiabe dell’infanzia, a partire da Pinocchio, che è presente in diverse raffigurazioni, per continuare con Peter Pan, Alice nel paese delle meraviglie, Biancaneve, Pocahontas, i musicanti di Brema, i dalmata della carica dei 101, il pifferaio magico, la regina delle nevi, Hansel e Gretel, Fantaghirò, la volpe e l’uva, la bella addormentata, il soldatino di stagno e molti altri. Nel 2021 la rappresentazione di Cappuccetto rosso di Vera Bugatti – una versione moderna ed ambientalista della fiaba dei fratelli Grimm che non demonizza il lupo, la cui presenza è di nuovo segnalata nell’arco appenninico – si è classificata fra le 25 opere di street art più belle al mondo.

‘Cappuccetto Rosso’ di Vera Bugatti – Foto: Simona Colletta

Nell’opera del 2024 Trasformiamo le gabbie in giardini fioriti, realizzata su lastre di gres porcellanato applicate a una parete in tufo, Linda Scalzo ha tratto ispirazione dalla fiaba Un occhio verde e un occhio blu di Sabina Guidotti e Alma di Pietro, che affronta i temi della diversità e del superamento dei pregiudizi. Nel 2025 l’Associazione Arma Aeronautica Aviatori d’Italia ETS ha interamente finanziato il murales Il volo: sogno, mito, leggenda, realtà, posto all’entrata del paese. In esso sono riuniti gli elementi mitologici e realistici che rappresentano l’esperienza del volo: dalle piume di Icaro alla Vite aerea di Leonardo da Vinci e ai velivoli moderni.

‘Il volo: sogno, mito, leggenda, realtà’ – Foto: Simona Colletta

Suggerimenti e indicazioni logistiche per visitare il paese e i suoi dintorni 

La visita del borgo richiede almeno due o tre ore. I murales sono facilmente accessibili ma bisogna considerare che le strade sono tutte in pendenza; quindi, è bene prevedere dei tempi lunghi e indossare buone scarpe da ginnastica. Per visitare il paese non è necessario pagare il biglietto. Il parcheggio è all’ingresso di S. Angelo e quando è pieno è possibile lasciare l’auto lungo la strada. Ogni stagione è buona per visitare il ‘paese delle fiabe’, ma per fotografare le opere è meglio preferire le ore di luce meno forte per evitare le ombre e i colpi di calore. Da Sant’Angelo si gode di una visuale a 360° gradi sulla vallata del Tevere e tutta l’area nord di Viterbo, da cui dista solo 23 km. Se si vuole proseguire la visita delle meraviglie dell’alto Lazio, nella medesima zona si trovano Celleno –il ‘paese fantasma’, in cui a giugno si festeggia la Sagra della Ciliegia – così come le rovine dell’anticaFerento e il suo teatro romano, oppure spingersi fino a Montefiascone sul Lago di Bolsena, senza perdere la stupenda Civita di Bagnoreggio, la ‘città che muore’.

Panorama di Monte Sant’Angelo – Foto: Simona Colletta

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