Foto di redazione assemblate con IA
Pubblicato da Mondadori a settembre 2025, il libro è l’ultima opera dello scrittore, giornalista e direttore editoriale di Chora Media, Mario Calabresi.
a cura di Simona Colletta
Un’indagine sulla difficoltà del vivere quotidiano
Il filo conduttore dei suoi testi è la ricerca delle motivazioni che muovono l’agire delle persone e la capacità di reagire alle avversità. Ci sono quotidianità che ad un certo punto vengono sconvolte e che, nonostante lo scossone, ne escono rinnovate e arricchite di nuovo spessore esistenziale.
I personaggi di Calabresi hanno in comune un sentimento di rinascita dopo la crisi, che li porta a guardare al futuro con speranza. Per più di dieci anni l’autore ha raccolto storie di vita e biografie con la volontà di realizzare un’indagine sul tema della fatica, fino al giorno in cui si è trovato ad intervistare l’atleta paraolimpica Veronica Yoko Plebani, colpita da una grave forma di meningite, di cui la giovane porta i segni nelle cicatrici e nelle amputazioni di parti del corpo.
La fatica: una paradossale ma efficace ancora di salvezza
Oggi la parola “fatica” sembra un termine fuori moda. Il Novecento è stato un secolo basato sulla costruzione delle comodità e sull’obiettivo di evitare ogni sforzo; eppure, la fatica resta una dimensione con cui le persone devono fare i conti quotidianamente. Mentre Veronica si prepara ad affrontare l’allenamento in mare aperto, stenta a procedere nella sabbia a causa delle menomazioni ai piedi. Guardandola il giornalista le chiede il perché di tali sforzi e nella risposta di una giovane cresciuta nell’epoca degli acquisti online, delle ricerche svolte dall’intelligenza artificiale e delle mille scorciatoie, arriva la rivelazione: “La fatica la devi adorare”. Questa frase, recitata tante volte da suo nonno quando era bambina, oggi è il mantra che le dà la forza di affrontare le imprese sportive nonostante le difficoltà fisiche.
Da questo evento prende avvio la narrazione del libro, che è un fiorire di altre storie che ruotano attorno allo stesso tema e alle molteplici declinazioni che assume. C’è chi fa lo sforzo di svegliarsi presto per andare a lavorare ai mercati generali di Milano, chi è reduce dalla perdita di una persona cara, chi accudisce un familiare malato, chi tiene viva una tradizione popolare, chi supera i propri limiti nello sport e chi nelle asperità della natura, come Giovanni che coltiva vitigni sulle pendici dell’Etna tra le pietre laviche. Poi c’è chi si alza all’alba per tenere viva una passione, come fanno i surfisti de La pattuglia dell’alba di Don Winslow, da cui Calabresi deduce le conclusioni della sua ricerca: “Allora sono convinto che la fatica, non intesa come sofferenza – di quella ne abbiamo già troppa – ma come determinazione, passione, costanza, sia un’ancora di salvezza.” La fatica non è solo sforzo ma soprattutto “il carburante che porta al traguardo” e il passaggio obbligato con cui fare i conti per realizzare i propri sogni. Calabresi, attraverso il metodo biografico e l’analisi delle storie di vita, riesce ad approfondire tematiche complesse che caratterizzano il vissuto dell’individuo contemporaneo, realizzando narrazioni coinvolgenti che lasciano una sensazione di ottimismo.
Una speciale copertina legata al Giappone
Il testo è arricchito dall’immagine della copertina realizzata dall’artista Elena di Capita attraverso la tecnica del Gyotaku (dai termini giapponesi “gyo”, pesce, e “taku”, impronta). Si tratta di un procedimento usato nell’Ottocento dai pescatori nipponici per registrare le catture e oggi recuperato come pratica artistica, che consiste nell’immortalare i pesci e la vita marina in scene che conservano una grande naturalezza. L’artista applica l’inchiostro sulla flora e sulla fauna acquatiche, per poi trasferire la stampa su carta di riso o seta.
