Foto: Simona Colletta
L’orso e la formica è un racconto appassionato sull’orso bruno marsicano pubblicato ad agosto 2025 da Edizioni del Parco, dove lo storytelling si intreccia alla narrazione scientifica.
a cura di Simona Colletta
L’orso e la formica: due animali diversi ma necessari per l’ecosistema globale
Il volume, che lascia spazio ad aneddoti biografici, miti e leggende ispirati in tutto il mondo dai grandi plantigradi, nasce dalla collaborazione di diversi esperti sul tema: la biologa e zoologa Elisabetta Tosoni, il fotografo naturalista Bruno D’Amicis e l’escursionista e guida ambientalista Umberto Esposito. Nello specifico, Tosoni ha dedicato oltre vent’anni allo studio di orsi, lupi e camosci, formandosi nel campo della conservazione della fauna sia in Italia che all’estero, ed ha collaborato con diversi parchi nazionali e partecipato a campi di ricerca organizzati in ambito accademico. Si è poi specializzata nel settore della divulgazione e della narrazione, realizzando laboratori di lettura e scrittura creativa, così come il progetto di comunicazione scientifica L’orso e la formica.
Protagonisti della leggenda del popolo Salish, nativo del Nord America, l’orso e la formica appaiono come poli opposti del creato. Il primo, massiccio e solitario, attivo principalmente di notte, necessita di territori estesi per continuare a muoversi, mangiare e riprodursi; la seconda, dalle dimensioni ridotte, attiva nel sottosuolo e operosa di giorno, è un essere sociale che vive in grandi colonie strutturate come un unico coordinato organismo. Sembra impossibile trovare similitudini tra questi due mondi, eppure l’autrice, attraverso le lunghe osservazioni sul campo, appassionati racconti autobiografici e dati scientifici alla mano, fa emergere la comunanza e le connessioni sottili che legano tutto l’ecosistema. Tosoni spiega, a tal proposito, come il variare delle condizioni di vita dell’uno è causa di inevitabili ripercussioni negli equilibri vitali dell’altro e di tutto l’ambiente, compreso l’uomo. Da quasi settemila anni l’orso bruno marsicano è presente sull’Appennino centrale, dove le condizioni geografiche hanno favorito l’isolamento dagli altri orsi europei, rendendolo un esemplare unico con un bagaglio genetico irripetibile, la cui estinzione rappresenterebbe una grave minaccia ambientale. Per tale motivo, la sua presenza è considerata “un marchio di origine controllata che certifica la qualità e l’integrità del territorio.”
L’orso bruno: un patrimonio faunistico da salvare
Oggi la vulnerabilità dell’orso bruno è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, eppure, nonostante la creazione di parchi naturali e aree protette, le strategie di tutela ancora non sembrano sufficienti. I pochi esemplari rimasti (non se ne contano più di 50-70) hanno grandi difficoltà di riproduzione, a cui vanno aggiunte cause di morte che per l’80% sono dovute ad interazioni con gli esseri umani (bracconaggio, avvelenamento, investimenti ferroviari e incidenti stradali).
La coesistenza tra uomo e fauna sull’Appennino appare complicata se non si cerca di comprendere le esigenze delle parti. Conoscere, studiare, amare l’orso è il primo passo per la sua salvaguardia. È per questo tributo affettivo che l’autrice nella narrazione non nomina i protagonisti delle sue storie con delle anonime sigle di riconoscimento: M19 diventa Mario, F18 è Giacomino, F21 Bambina e tutti gli altri Sebastiana, Bernardo, Juan Carrito. Ognuno di loro ha le sue abitudini ed un vissuto che li identifica. È possibile osservare ed annotare ciò che fanno gli orsi, ma mai troppo da vicino perché sono animali che ricercano tranquillità per vivere la propria natura, hanno bisogno di spazi ampi, privi di fonti di disturbo. Anche il fuoripista di uno sciatore temerario può turbare il letargo di un plantigrado anticipando il risveglio con tutta una serie di conseguenze sugli equilibri ambientali. Il presupposto dunque è cambiare paradigma: occorre un cambiamento di atteggiamento e qualche rinuncia per garantire il rispetto e la salvaguardia di un animale che non ha eguali. Quanto siamo disposti a farlo? Difficile non comprenderne l’importanza alla luce dei sottili legami che uniscono ogni creatura della natura. Per la completezza dei dati scientifici il libro non è rivolto solo agli esperti del settore, ma anche a tutti coloro che amano l’ambiente e vogliono comprenderne le dinamiche per esserne custodi.
