Visuale generale di quattro importanti tombe – ©️EIMAWA Università degli Studi Milano, MoTA

Il sito corrispondente all’antica Siene, in virtù delle testimonianze rinvenute negli scorsi mesi, si conferma ‘snodo archeologico’ di primaria importanza tra Egitto e continente africano.

La città di Assuan si è distinta anche nel 2025 per una serie di scoperte dall’eccezionale rilevanza, che abbracciano oltre cinque millenni di storia. Fra i ritrovamenti più eclatanti figurano alcune tombe di una vasta necropoli di epoca greco-romana, un raro graffito di epoca predinastica e tre sepolture risalenti all’Antico Regno.

La necropoli greco-romana e i risultati della Missione EIMAWA

Nel 2025 la riva occidentale del Nilo, nella zona di Assuan, a tutti nota per l’imponente omonima diga (realizzata tra il 1960 e il 1970 su iniziativa del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser), grazie al lavoro della missione congiunta italo-egiziana EIMAWA (Egyptian-Italian Mission At West Aswan), ha restituito nuovi e importanti reperti nell’area del Mausoleo dell’Aga Khan. Il sito archeologico in questione è considerato tra i 20 più importanti al mondo.

Sotto la guida di Patrizia Piacentini (docente di egittologia all’Università Statale di Milano) e Fahmy el-Amin (Direttore Generale delle Antichità di Assuan), la missione ha condotto indagini presso l’altura di Gebel Sidi Osman, portando alla luce ulteriori sepolture databili ai periodi tolemaico e romano (dal III secolo a.C. al II secolo d.C.). Tali ritrovamenti arricchiscono la conoscenza di un complesso che si sta configurando come una necropoli di vastissime dimensioni, precedentemente non identificata, con un’estensione di oltre 10 ettari e già più di 400 tombe catalogate.

L’ingresso della camera funeraria della tomba AGH038 – ©️EIMAWA Università degli Studi Milano, MoTA

La Tomba AGH038 e il sarcofago dipinto

Il rinvenimento più significativo della missione è la Tomba n. 38 (AGH038), che spicca per la sua architettura elaborata e il suo eccezionale stato di conservazione. La sepoltura offre uno spaccato prezioso sulle pratiche funerarie e sull’alta società dell’epoca. La struttura della tomba è interamente scavata nella roccia e raggiunge una profondità superiore ai due metri. L’accesso alla camera funeraria avviene tramite una scalinata composta da nove gradini in pietra, fiancheggiati da piattaforme in mattoni crudi che avevano la verosimile funzione di raccolta delle offerte rituali.

L’ingresso e la rampa di accesso alla tomba AGH038 visti dall’interno della camera funeraria – ©️EIMAWA Università degli Studi Milano, MoTA

All’interno, su un piedistallo scavato nella roccia, è stato rinvenuto un sarcofago in calcare alto quasi due metri. Il coperchio, di forma antropomorfa e ritrovato capovolto, presenta il volto del defunto con tratti e colori ancora visibili; sono distinguibili, in particolare, il rosso sulle labbra, il nero del kohl attorno alle palpebre e una parrucca decorata.

Coperchio del sarcofago litico all’interno della tomba GH038 – ©️EIMAWA Università degli Studi Milano, MoTA

Sulla superficie del sarcofago sono incise due colonne di iscrizioni in geroglifico, che contengono invocazioni alle divinità locali di Elefantina/Assuan. Le epigrafi hanno permesso di identificare, secondo gli archeologi, il proprietario della tomba – Ka-Mesiu, un alto funzionario dell’epoca – ed i suoi familiari.

Dettaglio del sarcofago litico all’interno della tomba GH038 – ©️EIMAWA Università degli Studi Milano, MoTA

La camera funeraria ha restituito testimonianze relative ad offerte cerimoniali e numerose mummie, inclusi i resti di bambini.

Alcune delle numerose perline rinvenute – ©️EIMAWA Università degli Studi Milano, MoTA

Indagini scientifiche e stratificazione sociale

Le indagini del 2025 ad Assuan non riguardano solo gli aspetti archeologici ma prevedono anche l’approfondimento scientifico sui reperti antropologici. Le mummie rinvenute, compresi i bambini, saranno sottoposte ad analisi TAC, mirate a ottenere informazioni dettagliate sull’identità, lo stato di salute e le cause di morte dei singoli individui.

La necropoli continua a rivelare una marcata stratificazione sociale. Le tombe più grandi, risalenti all’epoca tolemaica e riutilizzate in età romana, si trovavano sull’altopiano ed erano riservate all’élite locale. Le sepolture disposte lungo i pendii, in oltre dieci terrazzamenti sovrapposti, erano destinate alla classe media di Assuan ed Elefantina, che comprendeva medici, artigiani, mercanti e bottegai. La prolungata e continua frequentazione del sito potrebbe essere interpretata come conseguenza di eventi epidemici. “Nei pressi di questa struttura sono stati individuati, e parzialmente esplorati, più di dieci terrazzamenti con sepolture disposte in file sovrapposte. Queste tombe, scavate nella roccia, occupavano l’intero spazio delle due colline separate dallo uadi, seguendo i loro contorni naturali. I dati suggeriscono che la classe media di Assuan/Elefantina fu sepolta per diversi secoli in quest’area” specifica l’egittologa Piacentini. È stata, inoltre, individuata, nella parte settentrionale dell’area (all’interno di un antico wadi), una struttura identificabile probabilmente come luogo di culto, circondata da offerte di origine animale e vegetale.

Il raro graffito predinastico

Nel luglio 2025 è stata riportata alla luce una testimonianza risalente a un’epoca molto più remota: un rarissimo graffito di oltre 5000 anni fa. Il disegno, identificato dal progetto Aswan-Kom Ombo Archaeological Project a Gebel Qurna (circa 10 km a nord di Assuan), era nascosto da detriti e non era mai stato notato fino al 2022. Gli studi recenti hanno consentito di datarlo tra la fine del periodo predinastico e l’inizio della I dinastia (circa 3450–3085 a.C.). Siamo alla fine del IV millennio a.C.: un periodo chiave nella storia egizia, in quanto scandisce il momento iniziale dell’unificazione politica del paese, che portò infine alla formazione di un unico regno da parte del primo faraone, Narmer, intorno al 3100 a.C.

Un pannello di arte rupestre dalla riva occidentale di Assuan – Autore foto: Dorian Vanhulle – Licenza: Cambridge University Press

Il graffito raffigura una barca trainata con una corda da cinque figure umane. A bordo, spicca un personaggio seduto su un palanchino (portantina): un elemento, quest’ultimo, che è un chiaro indicatore di altissimo rango. Secondo Dorian Vanhulle (ricercatore dell’Università di Bruxelles), autore principale dello studio, la scena raffigurerebbe il trasporto su una barca cerimoniale di una grande autorità, forse un sovrano o un importante nobile. Il mento allungato della figura seduta è simile alle barbe posticce adottate dai faraoni. Questo graffito, pertanto, è ritenuto un eccezionale testimonianza del controllo territoriale da parte dell’élite locale durante la fase iniziale di strutturazione dei sistemi gerarchici egizi.

Nuove tombe del Regno Antico a Qubbet el-Hawa

Sempre nel giugno di quest’anno, ulteriori scoperte sono avvenute anche a Qubbet el-Hawa. La storica necropoli situata di fronte ad Aswan, il cui nome significa “La cupola del vento”, è già celebre per le sue spettacolari tombe rupestri risalenti soprattutto al Medio e Nuovo Regno (circa 2055-1070 a.C.). Vi si trovano le sepolture di numerosi governatori della provincia meridionale (Elefantina), funzionari che ebbero un ruolo fondamentale nei rapporti tra Egitto e Nubia.

Ingresso alla Tomba di Harkhuf – Autore foto: Karen Green – Licenza: CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons

Le nuove scoperte riguardano tre tombe del Regno Antico databili alla tarda VI Dinastia (circa 2300–2100 a.C.). Esse includono pozzi verticali, piccole corti, false porte, tavole per offerte e vasellame in ceramica. I resti umani recuperati suggeriscono che le deposizioni furono riutilizzate successivamente durante il Medio Regno. L’assenza di iscrizioni in alcune di esse potrebbe indicare che gli individui ivi sepolti avevano mezzi economici limitati. Le recenti scoperte ad Assuan, che spaziano dalla primissima manifestazione del potere monarchico (il graffito predinastico) alla complessa stratificazione sociale dell’epoca greco-romana, offrono un quadro sempre più chiaro di come questa città di confine fosse un laboratorio culturale dove Greci, Romani, Nubiani e Fenici interagivano e reinterpretavano le tradizioni funerarie egizie. L’analisi continua di questa vasta necropoli, con l’uso di tecnologie avanzate come le TAC, agisce come uno specchio che riflette non solo i rituali del passato, ma anche le dure realtà della vita quotidiana e delle sfide mediche affrontate dalle comunità antiche.

Specifiche foto dal web

Cambridge University Press
Licensed Content Publication:Antiquity
Licensed Content Title: An early ruler etched in stone? A rock art panel from the west bank of Aswan (Egypt)
Licensed Content Author:Dorian Vanhulle
Licensed Content Date: Jul 10, 2025

Titolo: Ingresso alla Tomba di Harkhuf (la tomba più bassa al piano terra)
Autore: Karen Green
Licenza: CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons
Link: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Flickr_-_schmuela_-_IMG_6383.jpg
Foto modificata

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