Alcune delle artiste con le foto esposte – Foto: Giorgio Manusakis
Un laboratorio artistico promosso dalla Fondazione Pio Monte ETS trasforma lo sguardo in consapevolezza, costruendo ponti tra fragilità, creatività e comunità.
C’è una Napoli che si racconta con voce discreta, lontana dai clamori e dalle retoriche, una città fatta di sguardi, gesti quotidiani, relazioni fragili e percorsi di crescita. È questa la Napoli che emerge da Diary, l’esposizione conclusiva del laboratorio di fotografia guidato da Yvonne De Rosa e promosso dalla Fondazione Pio Monte ETS, inaugurata il 1 marzo e visitabile fino al 13 marzo 2026 negli spazi di Magazzini Fotografici siti in via S. Giovanni in Porta, 32. L’esposizione è parte di un progetto che intreccia arte, educazione e impegno sociale, restituendo alla fotografia la sua funzione più autentica: essere strumento di conoscenza, consapevolezza e trasformazione.
L’iniziativa segna l’avvio di un più ampio programma di interventi artistici voluto dalla Fondazione Pio Monte ETS, nata nel 2024 per dare continuità alla storica missione dell’Associazione Pio Monte della Misericordia, attiva dal 1602 nel sostegno socio-educativo ed economico delle persone più fragili. In un contesto urbano complesso come quello dell’area metropolitana di Napoli, la Fondazione sceglie di investire sui linguaggi artistici come leve capaci di contrastare le disuguaglianze educative e favorire processi di inclusione e autonomia, soprattutto tra adolescenti e giovani.

Alcune delle foto esposte – Foto: Giorgio Manusakis
Il laboratorio di fotografia, avviato a settembre, si inserisce in questa visione come spazio di sperimentazione e dialogo, lontano da modelli didattici rigidi. Qui la macchina fotografica non è solo uno strumento tecnico, ma diventa mezzo di esplorazione del sé e del mondo, occasione per osservare, ascoltare e rielaborare la realtà. I partecipanti, provenienti da contesti diversi, sono stati accompagnati in un percorso che ha alternato formazione tecnica, uscite sul territorio, momenti di confronto e attività di editing, in un continuo scambio tra dimensione individuale e collettiva.
Diary è il risultato di questo processo: un diario visivo corale che compone una mappa emotiva della città. Le immagini raccontano quartieri, relazioni, ritualità quotidiane, amicizie, solitudini e speranze. Fotografie e collage si intrecciano come frammenti di un racconto più ampio, capace di restituire una Napoli plurale, stratificata, viva. Non la città dei luoghi comuni, ma quella delle periferie esistenziali e delle centralità affettive, dei margini che diventano spazi di possibilità.

Una delle foto esposte – Foto: Giorgio Manusakis
In questo senso, il progetto assume una forte valenza sociale. La fotografia, utilizzata come linguaggio accessibile e inclusivo, diventa strumento di emancipazione: insegna a guardare con attenzione, a dare nome alle emozioni e a riconoscere il proprio punto di vista. È un esercizio di cittadinanza attiva che stimola senso critico, autonomia e responsabilità. Ogni scatto è una presa di posizione, un atto di presenza, una dichiarazione silenziosa ma potente di esistenza.
La scelta di esporre i lavori in uno spazio come Magazzini Fotografici, centro indipendente di diffusione della cultura visuale fondato e diretto da Yvonne De Rosa, rafforza il legame tra formazione e territorio. Qui le immagini dialogano con il pubblico, generando nuove connessioni e aprendo spazi di riflessione condivisa. Successivamente, le opere troveranno collocazione anche negli spazi del Pio Monte della Misericordia, sulla storica scalinata del complesso, in un ideale ponte tra passato e presente, tra memoria e futuro.

Visitatori ammirano le foto esposte – Foto: Giorgio Manusakis
Il valore del progetto risiede proprio in questa capacità di tenere insieme dimensione educativa, produzione culturale e responsabilità sociale. La Fondazione Pio Monte ETS si propone non solo come custode di un patrimonio storico-artistico straordinario, ma come motore attivo di trasformazione, costruendo alleanze con le realtà del terzo settore e promuovendo una visione della cultura come bene comune. In un’epoca segnata da fragilità diffuse e crescenti disuguaglianze, investire sulla bellezza e sulla formazione significa creare condizioni concrete per l’emancipazione individuale e collettiva.
Diary si configura così come un archivio vivo, aperto, in continua evoluzione. Un racconto che non pretende di offrire risposte definitive, ma invita a interrogarsi, a sostare nello sguardo, a riconoscere nell’altro una parte di sé. Le immagini diventano specchi e finestre: riflettono identità in costruzione e aprono varchi su mondi possibili.

Alcune delle foto esposte – Foto: Giorgio Manusakis
Accanto a questo primo laboratorio, la Fondazione ha già annunciato nuovi progetti, tra cui un percorso teatrale guidato dal regista Carlo Cerciello, direttore artistico del Teatro Elicantropo di Napoli, e l’iniziativa L’arte si svela, che utilizza il patrimonio del Pio Monte come strumento educativo per i giovani. Un programma articolato che conferma la volontà di costruire una rete di opportunità capaci di generare impatto duraturo sul territorio. Visitare Diary significa entrare in contatto con storie autentiche, lasciarsi attraversare da sguardi giovani che osservano la città con curiosità e coraggio. È un invito a rallentare, a guardare oltre la superficie, a riconoscere nella fotografia non solo un mezzo espressivo, ma un atto di cura verso sé stessi e la comunità. In un tempo in cui tutto scorre veloce, questo progetto ci ricorda il valore dell’attenzione e dell’ascolto, restituendo alla cultura il suo ruolo più profondo: essere spazio di incontro, crescita e speranza.
