L’opera di Tadiello immersa tra gli alberi – Foto: Paola Germana Martusciello

Con Racemi, Alberto Tadiello porta ad Art Days – Napoli Campania 2025 una poetica che unisce materia, luce e tradizione agricola.

Art Days – Napoli Campania 2025, l’importante rassegna di arte, con i suoi premi e progetti speciali, anche quest’anno propone con forza e determinazione eventi e performance per dare visibilità agli artisti emergenti nel panorama dell’arte contemporanea. Scandita in diverse giornate da intriganti appuntamenti, la rassegna si è tenuta presso gallerie, accademie, biblioteche, università (Vanvitelli) e luoghi insoliti trasformati in laboratori diffusi, come le Cantine di Bellaria (Av). Alberto Tadiello è l’artista che quest’anno ha vinto il premio WineWise-Metodologie della trasformazione. Il concorso, sostenuto dal 2023 da Agricola Bellaria, nasce nel 2022 con l’obiettivo di favorire la realizzazione di interventi artistici site-specific legati alle identità del territorio e alle tradizioni vinicole. Dopo le edizioni che hanno visto protagonisti, tra gli altri, Marta Ravasi (vincitrice 2023) e il duo Pennacchio Argentato (vincitori 2024), l’edizione 2025 conferma il premio come piattaforma di dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e cultura produttiva vitivinicola.

L’opera è il risultato di una residenza artistica di tre settimane che l’artista ha svolto presso l’azienda vitivinicola, main sponsor di Art Days, con un premio di produzione del valore di 7.000 euro, sotto il coordinamento di Letizia Mari, direttrice artistica di Art Days-Napoli Campania. Il lavoro dell’artista Tadiello affronta una prassi che indaga le strette relazioni intercorrenti tra scultura, disegno e sonorità.

La locandina di Art Days 2025 – Foto: Paola Germana Martusciello

L’opera si intitola Racemi ed esprime il perfetto dialogo che viene ad instaurarsi tra l’uomo e il paesaggio: una scultura che misura gli spazi circondati da un verde brillante e profondo che fa capolino attraverso una architettura lineare, inserendosi esattamente nel luogo. Tadiello esplora da sempre la natura intesa come luogo magico in cui si sciolgono e si incontrano i passaggi salienti per le modifiche che portano al raccolto, inteso come frutto sacro, restituito dalla terra all’uomo che l’ha amata coltivandola. È un riconoscersi nei passaggi vitali, nelle accelerazioni del tempo, segnati dai movimenti del sole e dalle fasi lunari. La scultura è pensata come una impalcatura architettonica che racconta di fiori, di petali, secondo la tradizione vignaiola che, attraverso la piantumazione di una rosa, in testa al filare della vite, avrebbe il compito di monitorare lo stato di salute della vite, per potere intervenire in caso di attacco di parassiti. L’opera è orientata come i girasoli, seguendo lo stesso principio di rotazione verso il sole, secondo l’origine dell’eliotropismo; questo dimostra la grande passione dell’artista per i fenomeni della natura, da lui studiata e sentita con il senso del vero botanico.

Dettaglio di ‘Racemi’, Agricola Bellaria, Roccabascerana (AV), 2025 – Ph © Andrea Zannoni – Make it, Courtesy Art Days – Napoli Campania

Racemi è costituita da artefatti zincati, allo stesso tempo porosi, permeabili alla luce, che rappresentano sculture filiformi, seguendo la sua particolare cifra stilistica di un linguaggio essenziale, diretto, costruito su chiare connotazioni concettuali. Infatti, la scultura rende manifeste le infiorescenze dell’uva, esaltandole attraverso segni luminosi in grado di restituire al paesaggio una rinnovata bellezza. In questo si racchiude la ricerca estetica di Tadiello, fatta di osservazione del dato oggettivo della natura per decodificarlo, farlo suo, rielaborarlo, per poi restituirlo ai fruitori in una veste di bellezza naturale.

Paola Germana Martusciello

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Un pensiero su “L’eliotropismo della scultura”

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