Teseo liberatore (45-79 d.C.) – Pompei, Casa di M. Gavius Rufus, VII 2, 16-17, esedra o – Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) – Foto: Giorgio Manusakis
L’arrivo di Teseo ad Atene.
Nell’articolo precedente, dopo aver narrato dell’avventuroso viaggio di Teseo verso Atene, abbiamo detto che il suo arrivo in città non passò inosservato; infatti, per zittire alcuni muratori che stavano lavorando al tempio di Apollo e che lo canzonavano a causa della sua acconciatura molto femminile, staccò un bue dal loro carro e lo lanciò oltre il tempio. L’eroe, molto diligentemente, seguì le indicazioni lasciate dal padre e non rivelò a nessuno la sua identità; ma, nel frattempo, Medea era diventata moglie di Egeo e, come promesso, gli aveva dato un figlio che fu chiamato Medo. Medea, come narra il mito, era furba, intelligente, spietata e, oltretutto, maga, per cui non le fu difficile scoprire chi fosse Teseo e neanche convincere Egeo che il nuovo arrivato fosse una persona pericolosa che doveva essere uccisa. I due coniugi, quindi, decisero di invitarlo alla festa che si teneva nel Tempio del Delfino e offrirgli una coppa di vino precedentemente avvelenata da Medea con dell’aconito che la maga si era portata dalla sua terra di origine. A questo punto, secondo alcune fonti Teseo ritenne che il banchetto fosse il momento giusto per mostrare al padre i sandali e la spada e farsi riconoscere, altri invece raccontano che quando servirono il bue Teseo sguainò la spada per tagliarlo attraendo l’attenzione del padre, altri ancora narrano che Teseo avesse già la coppa alle labbra quando Egeo notò incisi sulla spada i serpenti Eretteidi; ciò che è certo è che il piano di Medea fallì e questa, per sfuggire alla vendetta di Teseo, si nascose in una nuvola magica fuggendo col figlio Medo in oriente, mentre Egeo accolse il figlio ordinando feste e celebrazioni.

Sarcofago raffigurante il mito di Medea (140-150 d.C.) – Marmo – Ritrovato a Roma nei pressi di Porta San Lorenzo – Altes Museum, Berlino – Foto: Giorgio Manusakis
Ma la strada al trono di Atene per Teseo non era finita. Pallade, fratello di Egeo, e i suoi cinquanta figli chiamati Pallantidi, non riconobbero la sovranità di dell’eroe e decisero di muovere guerra nei suoi confronti. I Pallantidi scelsero di attaccare su due fronti diversi: Pallade con la metà dei suoi figli partì da Sfetto, gli altri venticinque organizzarono un’imboscata a Garretto. Ma qualcuno lì tradì, per la precisione un certo Leo della tribù degli Agni, il quale avvisò Teseo che, a sua volta, sorprese i Pallantidi appostati per l’imboscata e li sterminò, mentre Pallade con gli altri suoi figli si diedero alla fuga. Ma di questa storia, com’è ovvio, vi è anche una versione meno eroica secondo cui Teseo, succeduto al padre Egeo sul trono di Atene, eliminò tutti i suoi nemici e, per ultimi, anche Pallade e i suoi Pallantidi, quindi fece passare queste uccisioni come ‘omicidi giustificabili’ e fu anche assolto dal tribunale di Apollo il Delfino.

Atene, statua di Teseo (2002) – Foto: Giorgio Manusakis
Comunque sia andata, Teseo, sconfitti gli altri pretendenti al trono di Atene e conquistata l’ammirazione degli ateniesi con le sue gesta eroiche (oltre a quelle compiute lungo la strada per Atene, le più celebri sono le uccisioni del toro bianco di Maratona e del Minotauro a Creta), rinunciò al titolo di re preferendo quello di comandante dell’esercito; così facendo istituì la democrazia garantendo l’uguaglianza dei cittadini, almeno secondo il mito, quindi diede inizio ad una serie di riforme, non sempre prive di ostacoli, che portarono Atene ad uno dei periodi di maggiore splendore. Tra le riforme apportate da Teseo ci fu l’introduzione della moneta, su cui fece coniare l’immagine di un toro.

Torso di Minotauro (copia romana da un gruppo scultoreo di epoca classica attribuito a Mirone) – Marmo pentelico – Museo Archeologico Nazionale di Atene – Foto: Giorgio Manusakis
L’eroe era però noto anche per le sue avventure con le donne, non sempre dignitose e a lieto fine, come dice anche Plutarco. La più nota di queste (a parte quella con Arianna che, però, non giunse mai ad Atene) ci narra di Teseo e le Amazzoni. La vicenda è tra le più complicate da seguire a causa delle numerose versioni che ne sono state narrate e che cercheremo di riassumere nel prossimo articolo.

Amazzone a cavallo (replica di II sec. d.C. da originale greco di II sec. a.C.) – Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) – Foto: Giorgio Manusakis
