Panoramica di una sala – Foto: Paola Germana Martusciello

Antropocentrismo e Humanitatis nel Rinascimento del Sud.

Il Patrimonio culturale italiano è stato attraversato, ancora una volta, da un evento straordinario che si è concretizzato all’interno di uno dei siti più significativi dell’arte e della cultura napoletana; inserito in un progetto restitutivo alla comunità, di strutture architettoniche in disuso e in quasi stato di abbandono, attraverso un percorso già avviato negli ultimi anni e segnato da tappe importanti, tra cui l’apertura della Chiesa dei Girolamini nel 2024, grazie alla collaborazione delle Soprintendenze Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, e soprattutto del Comune di Napoli. La riapertura della Biblioteca, infatti, si dispone proprio in questo percorso attivo di restauri e interventi di rivalutazione e valorizzazione per riconsegnare adeguatamente alla città la propria identità storico-culturale e artistica del territorio.

Uno dei libri in esposizione – Foto: Paola Germana Martusciello

Il 22 aprile, dopo anni di interdizione, si è inaugurata la mostra Rinascimento meridionale, la Biblioteca di Andrea Matteo III di Acquaviva (1458-1529), a cura della professoressa Antonella Cucciniello, direttrice del Complesso Monumentale, e di Teresa D’Urso, docente di Storia dell’Arte Medioevale dell’Università Vanvitelli della Campania, in programma fino al 19 luglio, realizzando un progetto espositivo che ha come obiettivo principale quello di percorrere le origini del Rinascimento meridionale per individuarne la fisionomia culturale, ricercandola attraverso la personalità di Andrea Matteo III di Acquaviva di Aragona, duca di Atri e di Teramo, letterato, gran Siniscalco italiano, mirabile esempio di principe/signore e feudatario, ma soprattutto appassionato studioso di antichità e cultore di classici antichi, come il testo di Plutarco, De virtute morali, scritto in greco, commentato da lui e illustrato da un programma iconografico di sua scelta, in cui vengono riprese immagini tratte dal mondo ellenistico, come le personificazioni dell’Astronomia, della Musica e delle Arti meccaniche, per introdurre i temi filosofici, scientifici e musicali affrontati nell’opera.

Il testo di Plutarco nell’esposizione multimediale – Foto: Paola Germana Martusciello

D’altra parte, la sua personalità è presente nella storia del Regno di Napoli di quegli anni che lo videro partecipare e organizzare la Congiura dei Baroni; infatti, entrò in dissidio con Carlo V per aver garantito il suo appoggio militare ai francesi, pertanto venne allontanato dai feudi e fu costretto a dimorare a Napoli, dove trovò appagamento negli studi umanistici diventando amico del Pontano, stringendosi alla cerchia dei letterati fruitori del grande umanesimo partenopeo, inseguendo le fonti letterarie, testi antichi di filosofia, operando una intensa ricerca sui classici antichi, partecipando ad incontri letterari e alle discussioni umanistiche del tempo con una  visione sempre più chiara dei concetti dell’antropocentrismo.

La dimora di Napoli fu luogo di incontro per studiosi e umanisti come Jacopo Sannazzaro; per lui lavorarono insigni miniatori dell’epoca: il Major, Reginaldo Pirano; Acquaviva insegnò anche all’Accademia Pontaniana e tradusse alcune opere di Plutarco pubblicate nel 1526 a Napoli dal figlio Giovanni Antonio Donato. D’altra parte, dagli storici del tempo fu considerato un principe italiano del Rinascimento degno di poter essere valutato al pari di Alessandro Farnese, Antonio Piccolomini, Cosimo de’ Medici, Ludovico Sforza.

Moneta raffigurante Andrea Matteo III di Acquaviva di Aragona – Foto: Paola Germana Martusciello

La sua personale biblioteca consta di manoscritti in latino e greco, decorati con miniature di grande bellezza artistica e illustrazioni molte volte tratte dalla tipologia dei bestiari medioevali, ma non solo: in questo percorso si osserva anche un orizzonte storico, quello del Rinascimento meridionale, che emerge con forza significativa dal punto di vista culturale sul più ampio Rinascimento italiano e ci consente, senza dubbi, un’apertura degna di nota in questa corrente. Una raccolta libraria di straordinaria qualità, stampe di alto livello, testi commissionati e talvolta annotati di sua mano, conferendo un’alta qualità culturale degli studi Humanitatis e un’attenzione non meno rilevante per la loro stessa configurazione materiale e formale.

La vicenda biografica di Matteo Acquaviva di Aragona, in cui si concentrano dettami culturali del Rinascimento, racconta di un uomo d’armi il quale è costretto ad impugnarle per difendere i suoi feudi, ma soprattutto un uomo di studi, così come magistralmente è raccontato anche dalle visioni multimediali che accompagnano il visitatore, interagendo tra la sua storia personale e i libri esposti in un allestimento incredibilmente dialogante e dinamico, trasformando la biblioteca in uno spazio di cultura vivente.

La Biblioteca dei Girolamini – Foto: Paola Germana Martusciello

Infatti, in questo luogo scompare ogni idea di libro sistemato negli scaffali, per lasciare il posto ad un nuovo modello di cultura percepita in modalità diversa, prendendo così corpo in quelle teche trasparenti espositive dove si anima per diventare materia palpitante sotto l’occhio attento del fruitore per apprezzarne il fascino che si sprigiona non solo dalla carta pergamenata, ma anche dai caratteri della scrittura stessa, così eleganti e avvolgenti, mentre cavalieri che indossano corazze quattrocentesche escono dal buio di uno scenario immaginato come un colpo di scena teatrale, in cui si vedono i profili dei territori feudali degli Aquaviva, dove ondeggiano ansiosi gufi e falchi, i quali si appoggiano anche sui manoscritti, mentre in fondo la sala si organizza, in una visione perfetta multimediale, un grande camino che arde con fuoco scoppiettante.

Una delle installazioni multimediali – Foto: Paola Germana Martusciello

D’altra parte, la Biblioteca che egli forma negli anni Ottanta del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento è l’insieme di manoscritti e libri a stampa di alto livello, un corpus costruito con sistematicità e costanza nel corso degli anni, per cui si definisce come un insieme di raccolta ma anche di progetto, come conclude il professore Massimo Osanna, direttore generale dei musei del Ministero della Cultura: “un dispositivo culturale, una affermazione di rango, e al tempo stesso, l’espressione di una precisa visione del mondo: una mostra che offre una quantità di opere scelte con grande cura per concedere al pubblico il significato di un movimento culturale e artistico che caratterizzò tutta l’Europa del ‘400 investendone interi campi culturali.”

L’interessante e complesso processo espositivo si muove, infatti, in una fruibilità che esalta in tutti i modi la convinzione di percorsi culturali convincenti perché esprime la certezza che si possa coniugare insieme al rigore scientifico la ricerca e la comunicazione, trasformando le biblioteche in spazi vivi di produzione, di trasmissione e rielaborazione del sapere, così come ha considerato nel suo discorso di apertura il professore Massimo Osanna.

Uno dei libri in esposizione – Foto: Paola Germana Martusciello

Una collezione di testi preziosi, filologicamente curati e corredati di apparati figurativi che celebrano il suo ideale di magnanimità, si snoda su un lunghissimo tavolo dove si raccoglie una storia di cultura, di ricerca scientifica ma, soprattutto, dove c’è un tentativo di grande importanza, quello di sapere e potere celebrare la Bellezza e l’Armonia del pensiero umano nella più alta versione dell’Antropocentrismo.

Paola Germana Martusciello

Di admin

5 pensiero su “Tra libri e visioni la storia di Andrea Matteo III di Acquaviva ai Girolamini”

Rispondi a Mario Lanzione Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *