Fausto Delle Chiaie – Autore foto: Di GianCAD – Licenza: CC BY-SA 4.0

L’artista, deceduto scorso 4 luglio, ha saputo trasformare con le sue opere via dei Cappellari e altri luoghi della Capitale in musei a cielo aperto.

a cura di Mario Severino

L’ultimo saluto a un artista fuori dagli schemi

Si è spento a Roma il 4 luglio, all’età di 82 anni, Fausto Delle Chiaie, tra gli autori più originali e anticonvenzionali del panorama italiano contemporaneo. Considerato il primo vero street artist romano e uno dei pionieri dell’arte pubblica in Italia, ha vissuto l’intera esistenza fuori dai musei e dalle gallerie, trasformando le strade della Capitale in un luogo di incontro, riflessione e partecipazione.

Per decenni il suo nome è stato legato a via dei Cappellari, a pochi passi da Campo de’ Fiori, dove ogni giorno esponeva le sue opere direttamente sul selciato. Un museo senza pareti, senza biglietto d’ingresso e senza orari, capace di sorprendere turisti, romani, collezionisti e semplici passanti.

Formatosi alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Delle Chiaie iniziò il proprio percorso negli anni Settanta, attraversando le suggestioni della Pop Art, dell’Arte Informale e dell’Arte Povera. Ben presto, però, sviluppò un linguaggio personale, costruito attraverso materiali di recupero, assemblaggi poetici, installazioni improvvisate e composizioni adagiate direttamente sul terreno.

Molto prima che il termine ‘street artentrasse nel linguaggio comune, Delle Chiaie aveva già scelto la strada come luogo naturale del suo operato, rinunciando consapevolmente alla mediazione delle istituzioni e affidando il proprio lavoro all’incontro casuale con il pubblico.

Fausto Delle Chiaie in Rome – Autore foto: Nicola Delfino – Licenza: CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Il Manifesto Infrazionista e la ‘democrazia dello sguardo’

Nel 1986 pubblicò il Manifesto Infrazionista, testo fondamentale della sua ricerca, nel quale introdusse il concetto di ‘infra-azione’: l’opera prendeva vita attraverso il semplice gesto di essere collocata nello spazio pubblico e poi abbandonata all’esperienza del luogo, del tempo e degli spettatori.

Per Delle Chiaie l’arte non apparteneva esclusivamente all’autore, ma diventava responsabilità condivisa, occasione di dialogo e strumento per restituire attenzione alle piccole cose della quotidianità.

Fu una pratica radicale che anticipò molte attuali riflessioni. Non a caso l’Enciclopedia Treccani ha definito le sue azioni come episodi di street art ante litteram, riconoscendone il valore pionieristico. Il critico Achille Bonito Oliva sintetizzò la sua poetica con una definizione rimasta celebre: “Fausto Delle Chiaie crea una democrazia dello sguardo”, evidenziando la capacità dell’artista di creare un linguaggio accessibile a chiunque, senza barriere sociali o culturali.

Dal 1987 iniziò a esporre le proprie opere sulla salita del Pincio, trasformando quello spazio in un contesto informale dove il pubblico diventava parte integrante dell’esperienza artistica. Negli anni successivi il suo “museo a cielo aperto” cambiò sede, passando dalla Galleria Sciarra a Piazza Augusto Imperatore, mantenendo però immutata la propria filosofia: eliminare ogni distanza tra arte e vita. Delle Chiaie viveva grazie alle offerte spontanee dei visitatori, scegliendo volontariamente di restare lontano dalle logiche commerciali. Una scelta artistica ma anche esistenziale, che lo rese una figura unica nel panorama italiano.

Mostre, documentari e riconoscimenti

Pur mantenendo un forte legame con Roma, Delle Chiaie partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, realizzando installazioni e performance anche a Bruxelles e Anversa. Nel corso della sua carriera prese parte a importanti iniziative dedicate all’arte contemporanea, tra cui la mostra Scala Mercalli. Il terremoto creativo della Street Art Italiana all’Auditorium Parco della Musica (20 maggio31 luglio 2008), e diversi allestimenti ospitati dal MACRO, da Palazzo Merulana e dal Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro.

La sua vicenda artistica è stata raccontata anche attraverso numerosi documentari, tra cui Robaccia Rubbish, Il museo chiude quando l’autore è stanco e Ho fatto una barca di soldi, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma. Il giornalista Domenico Iannacone gli dedicò inoltre due intensi ritratti televisivi che contribuirono a far conoscere la sua storia al grande pubblico.

Fausto Delle Chiaie – Autore foto: Nicola Delfino – Licenza: CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Nel 2017 anche la moda si interessò al suo lavoro: Rossella Jardini utilizzò alcune sue opere per la collezione primavera-estate della linea che porta il suo nome.

Negli ultimi anni la figura di Delle Chiaie è stata al centro di un’importante mobilitazione pubblica. Nel 2021 lo scrittore Pino Giannini promosse una petizione per chiedere l’assegnazione della Legge Bacchelli, destinata agli artisti che hanno dato prestigio al Paese ma si trovano in difficoltà economiche. L’iniziativa raccolse oltre 27 mila firme e, nel luglio 2023, il Consiglio dei Ministri gli concesse ufficialmente il beneficio. Sempre negli ultimi anni il suo lavoro è entrato stabilmente anche nelle collezioni pubbliche: tra le opere più significative figura Distanziamento sociale, oggi conservata nella Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri.

L’eredità di un artista irripetibile

Con la scomparsa di Fausto Delle Chiaie l’arte italiana perde una figura difficilmente classificabile, capace di anticipare pratiche che sarebbero diventate centrali soltanto molti anni dopo. Le sue opere non aspettavano il pubblico all’interno di una galleria: lo incontravano per strada, tra i vicoli del centro storico della Città Eterna. Era un’arte che viveva nell’incontro casuale, nella curiosità di chi si fermava a osservare, nella libertà di uno spazio condiviso. Per generazioni di romani e di visitatori, via dei Cappellari resterà il luogo dove era possibile imbattersi, quasi per caso, nelle creazioni di Delle Chiaie adagiate sull’asfalto. Un museo senza pareti, che continua oggi a rappresentare la sua eredità più autentica.

Specifiche foto dal web

Titolo: Fausto Delle Chiaie
Autore: Di GianCAD – Opera propria
Licenza: CC BY-SA 4.0
Link:  Fausto Delle Chiaie -Artista – Fausto Delle Chiaie – Wikipedia
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Titolo: Fausto Delle Chiaie in Rome
Autore: Nicola Delfino
Licenza: CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Link: File:Fausto Delle Chiaie in Rome.jpg – Wikimedia Commons
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Titolo: Fausto Delle Chiaie
Autore: Nicola Delfino
Licenza: CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Link: File:Fausto Delle Chiaie.jpg – Wikimedia Commons
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