Riccardo Cocciante sul set di ‘Notre-Dame de Paris’ – Foto: Attilio Cusani (da comunicato stampa)
Il musical di Riccardo Cocciante torna in scena e incontra la tradizione musicale e teatrale partenopea.
Presentato il 7 ottobre, sui tetti del Duomo di Napoli, il celebre musical Notre Dame de Paris, messo in musica dal cantante Riccardo Cocciante. Una conferenza stampa eccezionale, per un evento molto atteso, svolta ad alta quota in una location di una bellezza straordinaria, evocatrice proprio di quel fascino e di quel mistero che si raccoglie, con forza, nei profili di pietra fatti di archi, cupole, tegole in fughe prospettiche che si stagliano silenziosamente verso il cielo, offrendo visioni ed emozioni di grande spiritualità agli sguardi, in qualche modo rievocative dell’eco della cattedrale parigina.

Sui tetti del Duomo di Napoli – Foto: Paola Germana Martusciello
L’opera, che ritorna sulle scene dopo venticinque anni, infatti, si ripropone come uno spettacolo il cui fascino continua ad incontrare generazioni diverse, accogliendole tutte, con una forza racchiusa, senza alcun dubbio, in quelle particolari musiche che hanno la capacità di trascinare con loro un’energia ricca di emozioni sulla scena, insieme alla forza di quei colori dominanti come il rosso e il nero che, dialetticamente, rappresentano l’incontro dell’amore vissuto, mentre il nero evoca quelle forme occulte presenti nei lati ombra, sia delle cose che ci circondano sia, soprattutto, degli esseri umani.
Lo spettacolo è potente, perché riesce a coinvolgere ogni ceto sociale e ogni età dando a tutti la possibilità di rispecchiarsi e confrontarsi con i personaggi. Infatti, tutti possono identificarsi in Esmeralda, che veicola il senso della Bellezza, in Febo che, in questo processo visionario, rappresenta il metallo, o in Frollo, che esperisce molte passioni umane, facendo scoprire, agli spettatori, quanta forza alchemica imperversi in tutta l’opera; in essa prendono forma tutti i personaggi tipici della tradizione napoletana.

Una scena di ‘Notre-Dame de Paris’ – Screenshot tratto dal video del comunicato stampa
L’incontro sui tetti della cattedrale ha fatto emergere, d’altra parte, una riflessione molto più profonda, sottolineando una cosa fondamentale, cioè il legame viscerale tra questa straordinaria opera popolare firmata Riccardo Cocciante e la grande tradizione teatrale e musicale partenopea, nella quale si riscontrano le passioni estreme e i contrasti morali: Quasimodo e Frollo, i sentimenti totalizzanti di Esmeralda, il senso della Bellezza, elementi tutti che si ricollegano alla sceneggiata napoletana e a quel raffinato teatro popolare di De Filippo e di Viviani.

Un momento dell’incontro sui tetti del Duomo di Napoli – Foto: Paola Germana Martusciello
L’intervento di Vittorio Matteucci, l’attore che da oltre vent’anni presta la sua voce e la sua maschera drammatica a Frollo, rappresenta l’eterno conflitto tra la carne e lo spirito, un uomo di potere che vede cadere le proprie certezze di fronte all’irrazionalità dell’amore e del desiderio, trasformando la sua devozione in una sete di distruzione.
Come sottolinea l’attore, la tradizione musicale e teatrale nell’opera Il gobbo di Notre Dame riallaccia due aspetti felici della città partenopea che corrono come risposte vibranti davanti al paesaggio fatto di tetti, cupole di cattedrali, chiese e monumenti che fanno da scenografia a questa speciale conferenza stampa, in cui si racconta come la città di Napoli, con il suo grande cuore, è perfettamente in sintonia con il linguaggio musicale dell’opera, grazie alla grande tradizione lirica che le appartiene, ma non solo: anche i personaggi vestono i panni degli attori delle “sceneggiate” napoletane, in cui si riconoscono le icone tipiche del popolo, come “lo scartellato”, la “bella donna,” il “cattivo,” (o’ malamente).

Matteo Setti, Angelo Del Vecchio e Vittorio Matteucci durante l’evento al Duomo di Napoli – Foto: Paola Germana Martusciello
Un copione che ricalca in tutti gli aspetti i tratti di questo genere teatrale. D’altra parte, Napoli è la città del teatro, ma, forse, possiamo affermare, è l’impersonificazione del teatro stesso, con la sua perenne e incantevole gestualità, con il suo linguaggio espressivo/vocale, che richiama la tradizione lirica, nell’affaccio dei personaggi nei vicoli, che cantano canzoni insieme a scugnizzi e bambini, a donne affacciate ai balconi che rimandano suoni ed echi delle note musicali.
Questa visione comune si intreccia anche con i punti di vista degli altri attori presenti, Graziano Galatone (Febo), Angelo del Vecchio (Clopin e Quasimodo), insieme al promotore locale Peppe Gomez. Le tappe partenopee del musical saranno dal 28 ottobre al 3 novembre al Palapartenope.
Paola Germana Martusciello

Notre-Dame de Paris, notturno con la Senna – Foto: Giorgio Manusakis
