Panoramica di alcune sale della Sezione Navale – Foto: Paola Germana Martusciello
Un nuovo allestimento e un’esperienza digitale rinnovano il percorso tra imbarcazioni borboniche, opere d’arte e memoria della tradizione navale napoletana.
Riapre la sezione Navale alla Certosa di San Martino con un nuovo allestimento, restituendo ai visitatori uno dei nuclei storici delle collezioni del museo, in concomitanza con le regate degli AC40. Infatti, dalle terrazze dei giardini, sistemati recentemente, al collegamento con gli spazi museali, si è stabilito un vero e proprio collegamento virtuale che ripercorre la connessione tra le imbarcazioni settecentesche borboniche custodite all’interno del museo, viva testimonianza della cantieristica di Castellammare e di quel cambiamento tecnico su cui poggiò l’ispirazione della marina napoletana, segnando l’importante passaggio da una costruzione navale empirica e abitudinaria a una informata scientificamente sui principi dell’architettura navale.

Maestranze dell’Arsenale di Napoli, su disegno dell’ing. E. Frigeri – Interno della lancia Reale a 14 remi di Umberto I di Savoia (1889) – Foto: Paola Germana Martusciello
Il passaggio dentro/fuori si appoggia alla visione degli spazi esterni del magnifico belvedere, ricco di riggiole seicentesche che concedono la superba vista dello scenario del golfo partenopeo in cui, in questi giorni, si è svolta la fase preliminare dell’America’s Cup, competizione vissuta dai velocissimi e ultramoderni AC 40, che segnano le acque del golfo di Napoli con estrema velocità ed eleganza.

Panoramica dalla Certosa di San Martino, sulla sinistra l’Amerigo Vespucci, sulla destra le AC 40 in regata – Foto: Paola Germana Martusciello
L’incontro con la direttrice dei Musei Nazionali del Vomero, Almerinda Padricelli, e il prof. Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero, e la consulenza scientifica di Pier Angelo Campodonico, Dirigente dell’Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, spiega come queste splendide imbarcazioni, insieme agli altri oggetti e alle opere esposte, possano diventare strumenti di conoscenza dei saperi della cantieristica, come ha anche sottolineato il prof. Osanna: “mettere a punto il lavoro, gli equipaggi, l’uso corretto delle strumentazioni per la navigazione, sistemando con grande cura museografica, i manufatti nel loro ambito identitario e storico/artistico.”

Il prof. Massimo Osanna e Almerinda Padricelli durante l’evento – Foto: Paola Germana Martusciello
La splendida lancia reale a 24 remi di Carlo di Borbone e il prezioso caicco da parata con 6 remi, donato dal Sultano Selim III a Ferdinando IV, sono da considerarsi veri e propri gioielli a tutti gli effetti. Sulle pareti vi sono dipinti e oggetti che consentono un tuffo nella storia. Infatti, lungo il percorso di visita, si possono ammirare modelli in scala di fregate, corvette e cannoniere realizzate con grande sapienza dalle maestranze napoletane, stabiesi e veneziane, oltre a dipinti di battaglie, polene e armi dell’epoca.

Maestranze dell’Arsenale di Napoli – Lancia Reale a 24 remi dell’epoca di Carlo di Borbone (metà sec. XVIII) – Legno di quercia e di abete, verniciato, intagliato e dorato; metri 19,30 x 2,90 x 2,40 di altezza massima – Foto: Giorgio Manusakis
In occasione di questa riapertura è stata installata anche una postazione interattiva di gaming: un capitano e otto marinai per attraversare una grande avventura tra storia, collezioni e cultura del mare, realizzata da ETT S.p.A, industria digitale creativa del gruppo Deda. Il progetto risponde all’obiettivo del museo di avvicinare alla Sezione Navale un pubblico nuovo, con attenzione ai giovani, alle scuole e alle famiglie, creando un collegamento diretto tra la nuova postazione e il patrimonio esposto.
A tal fine, il progetto ha puntato a trasmettere la conoscenza della funzione di imbarcazioni, cime, armi e, insieme, ad attribuire un ruolo centrale alle numerose vedute artistiche di Napoli ospitate nel museo, attraverso una nuova lettura degli oggetti conservati, che diventano vivi e fruibili nel nostro presente.

Il gaming “Rotta su Napoli” – Foto: Paola Germana Martusciello
Il progetto Rotta su Napoli traduce la conoscenza storica, attraverso l’animazione digitale, in esperienza, tramite una dinamica cooperativa fondata su scelte, azioni e punteggi. Il visitatore entra a far parte di un equipaggio e affronta una missione ambientata nel golfo di Napoli. L’avventura si conclude con un richiamo visivo ad uno dei quadri delle collezioni.
Paola Germana Martusciello
