L’affresco sul soffitto della Casa con Panificio – Foto (modificata) da comunicato stampa

Al termine del sesto workshop internazionale Pompei: Scavi e ricerche in corso, svoltosi il 23 luglio scorso presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, è stato presentato al pubblico il restauro del grande affresco della dimora situata nella Regio IX.

a cura di Mario Severino

Un nuovo capolavoro restituito alla città antica

La presentazione dell’affresco della Casa con Panificio ha concluso una giornata interamente dedicata alle ricerche e ai cantieri archeologici in corso a Pompei: un’occasione di confronto tra studiosi provenienti da università e istituzioni italiane e straniere impegnate nelle attività di scavo, studio e valorizzazione del sito vesuviano.

L’opera, oggi esposta nella Palestra Grande, racconta il lusso delle dimore pompeiane e l’eccellenza del restauro archeologico italiano. L’affresco rappresenta una delle più significative testimonianze della pittura parietale pompeiana e costituisce un nuovo tassello nella ricostruzione dell’aspetto originario delle residenze dell’antica città. La ricchezza della decorazione, per eleganza compositiva e qualità pittorica, richiama le grandi volte affrescate dell’età neroniana, restituendo il livello artistico raggiunto nelle case di prestigio di Pompei.

L’affresco esposto nella palestra grande – Foto: Mario Severino

Il mito di Dioniso e Arianna, tema centrale della composizione

I frammenti ricomposti appartengono al soffitto a volta del cenacolo, la sala da banchetto collocata al primo piano della Casa con Panificio. Il loro ritrovamento nel punto esatto del crollo ha consentito agli archeologi di attribuirne con certezza la provenienza e di avviare fin dalle prime fasi dello scavo un paziente lavoro di ricomposizione. La decorazione rivela un articolato programma iconografico costruito attorno a un grande riquadro centrale, incorniciato da un ricchissimo sistema ornamentale formato da edicole architettoniche, bordure, festoni vegetali, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e numerosi altri motivi.

Al centro della composizione trova spazio il tema della ierogamia, il matrimonio sacro tra Dioniso e Arianna, uno dei più amati nella cultura figurativa romana. Sebbene la scena sia conservata solo parzialmente, il confronto con altre raffigurazioni antiche ha permesso di identificarne con buona sicurezza il soggetto: Dioniso è rappresentato disteso sul suo carro probabilmente trainato da due centauri musicisti, rivolto verso Arianna, raffigurata mentre suona l’arpa e accompagnata da un piccolo amorino.

Ricostruzione della ierogamia – Foto (modificata) da comunicato stampa

L’intero soffitto è attraversato da continui richiami al culto dionisiaco. Tra i festoni di frutti e fiori compaiono maschere teatrali, strumenti destinati alle libagioni e altri simboli rituali che celebrano il dio del vino e dei misteri. Tale scelta iconografica si inserisce perfettamente nel filone di studi sviluppato negli ultimi anni dal Parco Archeologico di Pompei, anche alla luce delle eccezionali scoperte della Casa del Tiaso nella stessa Regio IX.

Parte dell’affresco – Foto: Mario Severino

Un restauro complesso: migliaia di frammenti ricomposti come un gigantesco puzzle

Dietro il risultato finale si cela un intervento di restauro di straordinaria complessità, coordinato dalla funzionaria restauratrice del Parco Archeologico di Pompei Ludovica Alesse, che ha seguito e realizzato materialmente la ricomposizione dei numerosissimi frammenti dell’affresco. Il lavoro è iniziato con il recupero e la catalogazione dei lacerti rinvenuti durante lo scavo, molti dei quali di dimensioni estremamente ridotte. Successivamente è iniziata la lunga fase di ricomposizione: dapprima attraverso prove “a secco”, accostando i frammenti senza fissarli per verificare le corrispondenze, e solo successivamente mediante il loro posizionamento definitivo su uno strato di malta di allettamento.

Prima della ricomposizione ogni pezzo è stato sottoposto a un accurato intervento di pulitura, sia meccanica sia chimica, eliminando depositi, sali e incrostazioni accumulatisi nei quasi duemila anni trascorsi dall’eruzione del Vesuvio. Una volta ricostruita l’opera, si è proceduto con una delicata integrazione pittorica delle lacune, effettuata nel pieno rispetto dei principi di riconoscibilità e reversibilità del restauro, così da restituire continuità visiva senza alterare le caratteristiche originali.

Parte dell’affresco – Foto (modificata) da comunicato stampa

Il supporto curvo: la sfida più innovativa del progetto

Uno degli aspetti più complessi dell’intervento ha riguardato la progettazione del nuovo supporto destinato ad accogliere l’affresco. Fin dalle prime fasi di studio, infatti, la particolare curvatura dei frammenti aveva suggerito ai restauratori che essi non appartenessero a una parete, bensì a una volta. Definire con precisione tale configurazione è stato però possibile soltanto durante la progressiva ricomposizione dei lacerti, rendendo necessario sviluppare il sistema di sostegno parallelamente all’avanzamento del restauro. È stata così realizzata una speciale struttura curva in ferro, costruita con materiali estremamente leggeri ma allo stesso tempo resistenti, progettata appositamente per restituire la forma originaria della volta del cenacolo del primo piano. Si tratta di una soluzione completamente su misura, pensata anche per consentire future integrazioni qualora nuovi frammenti dovessero essere riconosciuti o recuperati.

La speciale struttura curva appositamente realizzata – Foto (modificata) da comunicato stampa

La parte oggi ricomposta rappresenta infatti circa un quarto dell’intero soffitto. I restauratori hanno scelto di concentrare il lavoro sulla porzione che conservava il maggior numero di frammenti e permetteva una ricostruzione attendibile dell’apparato decorativo. Sebbene gli scavi della casa siano sostanzialmente conclusi, il sistema modulare consentirà di ampliare il lavoro qualora emergeranno nuovi elementi o verranno riconosciuti pezzi oggi conservati separatamente.

Un allestimento pensato per raccontare l’affresco

Anche l’allestimento è stato concepito con finalità scientifiche e divulgative. Diversamente da quanto sarebbe avvenuto collocando la ricostruzione in posizione orizzontale, l’affresco è stato esposto verticalmente, come una grande pinacoteca, permettendo ai visitatori di cogliere ogni dettaglio della decorazione. Sul pannello di fondo sono state inoltre tracciate le linee guida dell’intero schema ornamentale, così da restituire una lettura complessiva dell’apparato figurativo originario e aiutare il pubblico a comprendere come i frammenti ricomposti si inserissero nell’insieme del soffitto. In questo modo l’opera non viene presentata come un insieme di lacerti isolati, ma come parte di un progetto decorativo unitario, offrendo una visione più completa dell’ambiente residenziale.

Un laboratorio internazionale di ricerca

La presentazione dell’affresco ha concluso il workshop internazionale dedicato agli scavi e alle ricerche in corso a Pompei. Si tratta di un appuntamento ormai consolidato, che riunisce ogni anno istituzioni e università italiane e straniere impegnate nello studio della città antica.

Un momento della presentazione – Foto: Mario Severino

Durante la giornata sono stati illustrati gli aggiornamenti sui principali cantieri archeologici: dalle nuove indagini nelle abitazioni e nelle botteghe agli studi sulle aree funerarie, sulle attività artigianali, sull’urbanistica e sui progetti di restauro e valorizzazione del sito. Nel suo intervento, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha sottolineato come “l’Italia è leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori, ne è un tassello centrale. Per questo siamo felici di condividere con tutto il mondo i risultati dei nostri progetti conservativi, che sono sempre anche occasioni di ricerca e confronto”. Il recupero dell’affresco si inserisce nel percorso dedicato al tema dionisiaco, protagonista delle più recenti scoperte nella Regio IX e filo conduttore delle iniziative culturali del parco per il 2026, a partire dal festival Ecstatic Pompei. La città dionisiaca, tra furore e misteri, in programma tra la fine di agosto e settembre.

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