La locandina dell’evento e Edoardo Bennato – Foto: Simona Colletta

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, prima di iniziare il tour musicale, il cantautore napoletano ha illustrato la sua idea di arte a 360 gradi attraverso dipinti che raccontano la sua vita e alcuni problemi del mondo di oggi.

a cura di Simona Colletta

Bennato e una sua grande passione poco nota ai più

Edoardo Bennato è un artista che non si risparmia. Musicista polistrumentista, ha composto personalmente i testi dei suoi più grandi successi, regalando canzoni dai grandi orizzonti che sono un inno alla resilienza e alla fuga dalle convenzioni. Alcuni brani memorabili come Notti magiche –la colonna sonora dei Mondiali del ‘90 duettata con Gianna Nannini – e altre ballate rock e blues sono entrate a far parte dei classici della musica leggera italiana. Ma non tutti sanno che il cantautore napoletano si è diplomato al liceo artistico e poi ha conseguito la laurea in architettura, iniziando così a praticare le arti grafiche fin da giovanissimo. Nella sua lunga carriera, oltre ad aver dimostrato una spiccata capacità musicale e compositiva, ha continuato a coltivare la passione per la pittura, realizzando opere che sono diventate le copertine di alcuni album come La torre di Babele e Rinnegato.  

La Sala Fontana del Palazzo delle Esposizioni di Roma ha ospitato In Cammino… La retrospettiva pittorica dedicata al musicista, dopo aver già fatto tappa a Milano, Torino, Trieste e Napoli si è conclusa il 21 giugno nella Capitale, dopodiché Bennato inizierà il suo tour estivo partendo da Piazza San Marco a Venezia il 6 luglio per proseguire a Roma (20 luglio, Circo Massimo), Torino (28 agosto, ippodromo di Vinovo), Empoli (3 settembre, Beat Festival), Pompei (12 settembre, Teatro Grande) e chiudersi a Milano (18 settembre, Mind Live Theatre).

Osservando le 30 tele esposte, il visitatore ha la sensazione di assistere al cammino della specie umana. Del resto, tutta la storia è caratterizzata dalla mobilità: un aspetto, questo, che ha garantito la sopravvivenza della specie e la sua evoluzione, permettendo il progresso sociale e culturale. Oggi il tema è ancora più attuale, viste le problematiche legate alla carenza di acqua e alle guerre devastanti che spingono masse di persone a spostarsi verso nord. 

I contenuti della mostra: dalle istantanee del quotidiano ai ritratti iperrealisti

Il punto di partenza del percorso espositivo è rappresentato da alcune immagini realizzate in bianco e nero su tela e carta, che ritraggono i contesti familiari al cantautore: masse di cavi arrotolati, casse, amplificatori, attrezzature e strumenti musicali. L’universo del cantautore è cristallizzato in istantanee che raccontano la sua vita e ciò che lo circonda. Ma un artista è soprattutto un uomo mosso dalla curiosità e dal desiderio della ricerca che lo spinge a spostare continuamente lo sguardo verso nuovi panorami e a mettersi costantemente alla prova.

Uno dei disegni in esposizione – Foto: Simona Colletta

Mano a mano le immagini si trasformano, le tele diventano più grandi e si accendono colori intensi e forti contrasti. Sono i ritratti iperrealisti realizzati nei primi anni Duemila sul tema In cammino…, che hanno per protagonisti i venditori ambulanti, i cosiddetti vu’ cumpra’, uomini e donne che incedono in estate lungo le spiagge affollate dai bagnanti, come se fossero solo un transito nel loro percorso migratorio. Bennato attribuisce agli uomini leggerezza ed eleganza nei movimenti, nonostante siano appesantiti dal carico delle merci da vendere. Anche le donne sembrano non conoscere la fatica e si muovono con un portamento dignitoso e fiero, nonostante alcune di loro abbiano anche i figli ancorati sulla schiena. Sono partiti dal sud del mondo con una valigia piena di speranza e avanzano dall’Africa verso le zone ricche del pianeta, in cerca di un luogo da chiamare “casa”. Le immagini evocano i temi attuali della politica internazionale e richiamano inevitabilmente le problematiche ambientali che affliggono il pianeta, dimostrando la grande sensibilità dell’artista, che ha riportato anche in diverse canzoni il disagio di milioni di persone.

Alcuni dei disegni in esposizione – Foto: Simona Colletta

I lavori più recenti: dalla denuncia delle guerre all’attivismo

Il punto di vista di Bennato si sposta poi su ulteriori prospettive. È la volta di una serie di quadri realizzati tra dicembre 2021 e febbraio 2022. Si passa dall’umiltà degli extracomunitari alla raffigurazione del potere egoista e predatore. La prima opera realizzata per questo ciclo ha per protagonisti due bambini che si muovono tra le macerie di una città distrutta, nella quale si avverte l’assenza degli adulti e la mancanza della direzione da prendere dopo la devastazione. Sono fanciulli che si muovono spaesati in un paesaggio dove fa eco l’assurdità della violenza umana. A poca distanza spicca un altro quadro in cui è rappresentato un uomo vestito a “stelle e strisce” che ingurgita avidamente un panino da fast food, mentre volge davanti a sé lo sguardo affamato di nuove risorse da accaparrare. Nei quadri di Bennato sfilano allineati adolescenti armati, pronti ad immolarsi per il regime, oppure donne arabe che, avvolte in fluttuanti chador, abbracciano le armi a difesa della tradizione che le vuole sottomesse.

Uno dei disegni in esposizione – Foto: Simona Colletta

È in scena la schizofrenia umana e il delirio di onnipotenza di chi decide le sorti del mondo, non perseguendo la pace e la prosperità, ma progettando sempre nuovi conflitti per esercitare i propri giochi di potere. Non c’è uno scioglimento positivo nei quadri di Bennato, ma solo la denuncia del pericolo verso cui si sta spingendo l’umanità. Nel caso de La torre di Babele, Bennato, in occasione di un’udienza, ha donato a papa Francesco il dipinto realizzato per la copertina dell’omonimo album, chiedendo così al Santo Padre di pregare per la pace. Il ‘cammino’ descritto nell’allestimento non corrisponde solo a quello del cantante nell’universo musicale, alle migrazioni del popolo africano o alla marcia degli eserciti: è anche il viaggio di Bennato nel mondo e il racconto dei luoghi che ha visitato. È una mostra che invita a muoversi, ad ascoltare ma soprattutto a farsi domande. Insomma, è il rifiuto della passività verso le emergenze di un mondo che troppo spesso tende alla sopraffazione dei più deboli.

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