Gianicolo – Lo sparo del cannone – Foto: Luciana Pennino

Se siete in viaggio a Roma, non perdetevi lo sparo del cannone al Gianicolo alle 12.

Una tradizione assai cara ai romani e, senza dubbio, un’attrazione turistica è lo sparo, a salve (!), del cannone del Gianicolo a mezzodì di ogni giorno.

È un rituale in vita dal 1847, quando Pio IX, per coordinare l’annuncio di mezzogiorno proveniente dalle campane di tutte le chiese romane, decise che queste iniziassero il loro scampanare solo dopo il colpo di cannone. In quell’epoca lo sparo avveniva da Castel Sant’Angelo, roccaforte cittadina del papa. Dal 1904, dopo un passaggio a Monte Mario, il canonico sparo avviene dal Gianicolo e, tranne che per la pausa durante la Seconda guerra mondiale, ogni giorno, con qualsiasi condizione meteo, si può sentire il fragore esattamente alle ore 12:00. Pare che solo qualche rarissima volta il colpo abbia fatto cilecca.

Piazzale Garibaldi – Foto: Luciana Pennino

Mi reco al belvedere di piazzale Garibaldi, da cui apro lo sguardo, beata, su una superba vista su Roma. Capendo però che il rituale si svolge sotto, mi sposto per seguire al meglio la performance. Siamo in tanti intorno allo spiazzo dove la squadra di servizio al “pezzo”, che proviene dal Comando Artiglieria dell’Esercito Italiano, ha posizionato il cannone: aspettiamo con impazienza e occupiamo l’attesa fotografando il cannone stesso mentre molti si fanno scattare una foto insieme ad esso e agli artiglieri, che si prestano col sorriso e con la massima disponibilità.

Folla intorno al cannone e affacciata al belvedere – Foto: Luciana Pennino

Prima di iniziare la “cerimonia”, però, siamo invitati dai militari ad allontanarci dalla zona immediatamente circostante il cannone e possibilmente, soprattutto chi è in prima fila, a tapparci le orecchie.

Calcolando i tempi per essere puntualissimi, si parte coi comandi:

«Direzione 64 00 tiro 400»

«Direzione 64 00 tiro 400»

«Caricare!»

«Pezzo carico!»

«Pezzo pronto!»

Uno dei due artiglieri afferra la corda che dovrà tirare nel fatidico istante; quando si avvia il conto alla rovescia, come a ogni count down che si rispetti, si scandisce tutti insieme e a gran voce: tre, due, uno…

In quel momento il comandante invoca:

«Per Santa Barbara!» (ndr: protettrice degli artiglieri)

E infine il comando più importante:

«Fuoco!»

Lo sparo – Foto: Luciana Pennino

In una nuvola bianca parte un applauso sentito e anche un po’ liberatorio, dopo che quello scoppio ci ha risuonato nelle viscere, oltre che nelle orecchie!

Ora non so bene come spiegarvi: sarà che ho sempre avuto la lacrima facile, sarà che mi sto facendo vecchia e più vulnerabile, ma non vi nascondo che mi sono commossa e gli occhi si sono fatti lucidi.

Ciao, cannone, a domani!

Il cannone si ritira – Foto: Luciana Pennino

“St’usanza che pareva bella e morta
è tornata de moda ‘n’artra vorta.
Mo’ mezzogiorno a tutte le perzone
j’ariviè segnalato dar cannone.
Quanno lo sento penzo co’ la mente
na prejera che viene su dar core
e mormoro: Signore!
Fa ch’er cannone serva solamente
pe’ dì all’umanità
che sta arrivanno l’ora de magnà.”

Checco Durante (1893-1976)

Di Luciana Pennino

Sono giornalista pubblicista e autrice di “Primule fuori stagioni” (Iuppiter Edizioni) e “Amo le mie manie” (Homo Scrivens). Vivo la scrittura come sfida e come diletto. Libri, cinema, teatro, viaggi, mare e cioccolata fondente: mai senza!

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